Transformer?
Tolto il prezzo di 1.700 sterline, il peso e l’ingombro… Lo comprerei.

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La stretta di mano che non c’è.
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Settore fa un parallellismo tra Inter pre-manciniana e PD… Che amarezza:
Nell’Inter pre-manciniana, ognuno di noi aveva la sua soluzione drastica (via il presidente, via gli allenatori, via i giocatori). Nel Pd post-veltroniano ognuno ha la sua soluzione, che equivale al fatto che nessuno ce l’abbia. Via i vecchi? No. Largo ai giovani? No. Spazio alla società civile? Sì sì, per poi cacciarla a calci in culo. Grillo? Ecco, bene, mandiamo tutto in vacca.
Mi vengono in mente le nostre care vecchie Inter che si prendevano palate di gol dai Comandini o dall’Alaves. Squadre che navigavano a vista nonostante avessero un presidente, un allenatore, vari dirigenti. Il Partito democratico è come le peggiori Inter degli ultimi quindici anni e non vedo come possa tirarsi fuori da solo da questa palude. Il modo in cui, su regia dell’apparato, è stato fatto il culo alla Serracchiani o a Marino alla prima occasione la dice lunga. E del resto - sono sincero - il Pd oggi è anche questo: un partito in cui basta dire due cose in un’assemblea per diventare il caso politico dell’anno e parlamentare europeo a furor di popolo. In tutto questo vedo approssimazione, debolezza, improvvisazione, sbando.
All’Inter c’è voluto Mancini, c’è voluto Ibra eccetera eccetera eccetera. C’è voluto anche Moggi. Non so cosa ci voglia al Partito democratico per diventare una “cosa”, che sarebbe già qualcosa. Basteranno queste primarie, basterà un segretario eletto alla fine di un regolare percorso? Boh. Oggi io non capisco un cazzo di questo partito, e non penso che sia per disinteresse o per distrazione. E’ solo perchè alla decima dichiarazione, da Franceschini a Bersani passando per la Binetti e la Parietti, io perdo il segno e torno alla pagina sportiva, dove c’è la stessa vacuità ma, almeno, non la pago io.
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Il tecnico del Real Madrid avverte: la rosa non è completa. | via Yahoo Sport
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Dice Francesco Costa:
Emidio giustamente si chiede come ha fatto Beppe Grillo ad annunciare la candidatura alla segreteria del Pd senza nemmeno leggere lo statuto del partito, che stabilisce che può candidarsi solo chi è iscritto “alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni”. Beh, ha fatto come quella volta che raccolse centinaia di migliaia di firme per un referendum, quando sapeva già che non sarebbero state valide. Una sceneggiata, un po’ di pagine sui giornali (bravi, bene) e poi qualche settimana di urlacci al complotto.
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